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"Non dimenticate di essere ospitali con gli stranieri poichè alcuni hanno ospitato degli angeli senza saperlo" Lettera agli Ebrei |
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La filosofia e la ragione medesima sono ben lungi, per un tempo prevedibile, dal diventare guide degli uomini, ed esse resteranno il più bel rifugio, degli spiriti eletti: lunica vera aristocrazia, che non opprime nessuno e in nessuno muove invidia, e di cui anzi quelli che non vi appartengono non riescono neppure a riconoscere lesistenza. In nessuna altra società i vincoli tra viventi e morti sono così vivi, e i nostri simili dei secoli passati stanno con noi come amici i cui detti non perdono mai la loro attrattiva, la loro fecondità e la personale loro magia. E, infine, chi realmente appartiene a quella aristocrazia, potrà bensì dagli altri uomini essere messo a morte, ma non offeso.
Albert Einstein,
lettera a Benedetto Croce,
7 giugno 1944

EL 3 DE MAYO DE 1808 EN MADRID:
LOS FUSILAMIENTOS DE LA MONTAÑA DE PRINCIPE PIO
FRANCISCO DE GOYA Y LUCIENTES (1746-1828)
Dal carteggio Freud-Einstein, ed. La Città del Sole, Napoli
Caro signor
Freud...c'è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità
della guerra?
E' possibile dirigere l'evoluzione psichica degli uomini in modo
che diventino capaci di resistere alla psicosi dell'odio e della
distruzione? Non penso affatto solo alle cosiddette masse incolte.
L'esperienza prova che piuttosto la cosiddetta "intellighenzia"
cede per prima a queste tragiche suggestioni collettive, poichè
l'intellettuale non ha contatto diretto con la rozza realtà, ma
la vive attraverso la sua forma riassuntiva più facile, quella
della pagina stampata...so che nelle Sue opere possiamo trovare
risposte esplicite o implicite a tutti gli interrogativi posti da
questo problema che è insieme urgente e imprescindibile.
Molto
cordialmente suo
Albert Einstein
Caro signor
Einstein...fra i caratteri psicologici della civiltà, due
sembrano i più importanti:
il rafforzamento dell'intelletto, che comincia a dominare la vita
pulsionale, e l'interiorizzazione dell'aggressività, con tutti i
vantaggi
e i pericoli che ne conseguono.
Ora, poichè la guerra contraddice nel modo più stridente a
tutto l'atteggiamento psichico che ci è imposto dal progresso
civile dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa:
semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di
un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta
di un'intolleranza costituzionale, per così dire della massima
idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della
guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore
delle sue crudeltà.
Quanto dovremo aspettare perchè anche gli altri diventino
pacifisti? Non si può dirlo, ma forse non è una speranza
utopistica che l'influsso di due fattori - un'atteggiamento più
civile, e il giustificato timore degli effetti di una guerra
futura - ponga fine alle guerre in un prossimo avvenire. Per
quali vie dirette o trasverse non possiamo indovinarlo. Nel
frattempo possiamo affermare: tutto ciò che promuove l'evoluzione
civile lavora anche contro la guerra...
Suo
Sigmund Freud

Paul
Gauguin, Where Do We Come From? What Are We? Where
Are We Going?
Cultura
Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo con gli altri uomini, ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
Antonio Gramsci