Frammenti
Indifferente è per me da quale parte incomincio;
infatti ritornerò lì di nuovo.
Parmenide di Elea n.5

Anche due volte, infatti, è bello diffondere
ciò che è necessario.
Empedocle di Agrigento n. 25
A vicenda comandano mentre il ciclo si volge,
e l'uno nell'altro svaniscono e a vicenda
si accrescono, seguendo la parte segnata.
Solo queste infatti sono le cose che esistono; correnti
l'una attraverso l'altra diventano uomini, e stirpi
di altri animali, a tempo riunendosi in un unico
ordine per opera dell'amicizia, a tempo travolte
al contrario, separatamente ciascuna, dall'inimicizia
che nasce dalla contesa; fino a che,
intimamente congiunti, il tutto ridiventi uno. Così,
in quanto l'uno ha appreso a generarsi dai molti,
e poi di nuovo compaiono i molti dissolvendosi l'uno,
in questo divengono, e non è immota
la loro eterna durata.
Ma poichè queste cose interamente mutando
non s'acquetano mai, immobili in questo modo
sono in eterno secondo il ciclo.
Empedocle di Agrigento n. 26

Osserva con la mente come le cose lontane siano
in verità ugualmente vicine; mai infatti potranno
troncare l'essere dalla sua connessione con l'essere,
nè disperdendosi in maniera totale ovunque nel cosmo
nè unendosi.
Parmenide n.4
Occorre dire e pensare che l'essere è; esiste infatti l'essere,
ma il nulla non esiste. Su queste cose ti esorto a riflettere.
Infatti da questa prima via di ricerca
io ti allontano, ma in seguito anche da quella
dove vanno errando i mortali che nulla sanno,
uomini dalla doppia testa;
l'incertezza, infatti, dirige nel loro petto
una mente errabonda; essi dunque sono strascinati,
sordi e ciechi insieme, attoniti, stirpi senza giudizio,
per i quali l'essere e il non essere sono considerati
la stessa cosa e non la stessa, e di tutte le cose
esiste un cammino che volge a ritroso.
Parmenide n. 6

Tu conoscerai la natura celeste e tutti i segni
che sono nell'aria, la realtà della lampa solare pura
lucente, che non si può vedere, e da dove queste cose
si generarono; imparerai la realtà e la natura della tonda
luna vagante, conoscerai anche il cielo che ci sta intorno,
da dove è sorto, e come la necessità guidandolo lo assicurò
a fissare i limiti estremi degli astri."
Parmenide, n.10

"Mai in nessun caso questo principio può essere imposto,
che esistono cose che non sono.
Ma tu da questa via di ricerca allontana il pensiero
nè l'abitudine delle molte esperienze ti costringa
su questa via, a muovere l'occhio che non vede
e l'orecchio che rimbomba, e la lingua; giudica
invece con il ragionamento la molto pugnace
confutazione che io proferisco.
Non rimane che il solo discorso della strada che esiste;
Vi sono lungo di essa segni moltissimi
che l'essere è ingenerato e incorruttibile; è infatti
un intero, immobile e senza fine; nè aveva, o avrà,
le caratteristiche di un insieme, ma ha la sola
natura di un tutto.
Quale essere in divenire potresti infatti cercare di lui?
In che modo e da dove cresciuto?
Dal non essere io non permetterò che tu lo dica
nè che lo pensi: non dicibile infatti e non pensabile
è che non sia. Quale bisogno lo avrebbe mai spinto
a generarsi, prima o dopo, iniziando dal nulla?
Così è necessario che assolutamente esista
o non esista affatto..."
Parmenide, n.7-8
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"Il fatto che la
filosofia sia insegnata nelle università, le riesce
indubbiamente di vantaggio sotto molti punti di vista....
il vantaggio principale ... sarà ... che più di un
cervello giovane e capace la potrà conoscere e sarà
invogliato al suo studio. Bisogna tuttavia ammettere che
chi ha attitudine per la filosofia e ne sente il bisogno
potrebbe accostarsi ad essa e conoscerla per altre vie.
Coloro infatti che si amano e sono nati gli uni per gli
altri si ritrovano facilmente: le anime affini si
salutano già vedendosi da lontano." Arthur Schopenhauer, La filosofia delle università, Adelphi |